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Seriate
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mwkaSeriate [seˈrjaːte] (mwkgSeriàt [sɛˈɾjat] in mwladialetto bergamascocite-ref-7[7]) è un mwmqcomune italiano di mwmg25 868 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3] della mwnwprovincia di Bergamo in mwoaLombardia. Attraversato da nord a sud dal fiume mwoqSerio, si trova a circa mwog4 chilometri a est del mwowcapoluogo orobico e fa parte dell'mwpaHinterland bergamasco.
Contents
• Storia
• Simboli
• Scuole
• Geologia
• Paderno
• Comonte
• Società
• Note
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Origini del nome
Il toponimo di Seriate citato nelle carte antichecite-ref-8[8] già dal mwra949 d.C. ed esistono due teorie riguardo all'origine del nome. Alcuni asseriscono che derivi da "Sarius", l'antico nome latino del fiume Serio. Mentre altri sostengono che derivi dall'idioma gallo-ligure tipico di tutti i territori vicini ad un fiume, con la desinenza -ate (Brembate, Locate, Capriate, Serate...).cite-ref-1-9-0[9]
La terminazione ate – atum risale all'epoca romana; comunque, sia per il fiume Sarius sia per Sariatum, rimane misteriosa l'origine della denominazionecite-ref-10[10].
Storia
L'origine di Seriate risale al tempo della tarda dominazione romana, come confortato da alcuni reperti rinvenuti sulla sponda destra del fiume in zona Paderno risalenti al periodo dal III al IV secolo d.C. Si presume che il mwuamwuqpagus rivestisse una discreta importanza per il controllo della via di accesso a mwugBergamo e del passaggio del fiume mwuwSerio. In questo periodo infatti oltre al guado si ipotizza l'esistenza di un ponte nelle cui vicinanze si sviluppò il successivo nucleo sempre sulla sponda destra del fiume attorno alla Chiesa di mwvaSan Grisogono.
Nel mwvg986 il paese è citato come luogo fortificato (mwvwmwwacastrum) a difesa contro gli mwwqUngari; consolidamento che trova la ragione anche nella posizione di controllo del percorso della vecchia mwwgstrada romana mwwwBergomum-Brixia.
Questo periodo di relativa calma viene interrotto dalle lotte fra le fazioni di mwxqguelfi e ghibellini che tra il XIV e XV secolo causano una serie di saccheggi, incendi e distruzioni. A ciò si aggiunge un'epidemia di mwxgpeste nel mwxw1455 che lascia il paese deserto per sei mesi.
È da attribuire a questi eventi la scomparsa pressoché totale del nucleo posto attorno alla chiesa di mwyqSan Grisogono e il rifondarsi dell'abitato sulla riva sinistra del fiume attorno alla Chiesa di mwygSan Cristoforo.
A questo periodo di profonda instabilità pone termine il dominio della mwzaRepubblica di Venezia nel mwzq1428. La mwzgSerenissima attua una serie di iniziative volte a risollevare la situazione sociale ed economica dell'intera Bergamasca oltre a favorire direttamente il borgo di Seriate che l'ha sostenuta durante le dispute con il mwzwDucato di Milano per la supremazia sul territorio bergamasco; a tale riguardo la comunità di Seriate è esentata da tasse e dazi per ben 10 anni.
Nel mwbq1778 viene inaugurata la nuova mwbgchiesa parrocchiale intitolata al mwbwSantissimo Redentore.
Successivamente il tessuto urbano, che per mezzo millennio era rimasto sostanzialmente immutato, subisce decisivi interventi di trasformazione che segneranno il futuro sviluppo edilizio e industriale del paese. Il termine della dominazione veneta avviene nel mwcq1797 per opera della mwcgRepubblica Cisalpina, alla quale subentra l'impero austriaco che inserisce Seriate a partire dal mwcw1815 nel mwdaRegno Lombardo-Veneto.
Proprio sotto questo regime nel mwdg1857 viene inaugurata la stazione della ferrovia posta sul tracciato Milano-Venezia attorno a cui si localizzano i primi insediamenti industriali. In prossimità della stazione avviene l'8 giugno mwdw1859 un episodio garibaldino che contribuisce alla liberazione del territorio bergamasco dagli Austro-Ungarici.
Il 2 gennaio mwfg1989 Seriate si può fregiare del titolo di città, onorificenza legata soprattutto allo sviluppo industriale ubicato nella zona del P.I.P. a sud-est della città. L'abitato si è esteso sino alla conurbazione con mwfwBergamo e si è dotato di strutture scolastiche, sportive, sanitarie, di parchi e di piste ciclabili.
Le origini
Il quadro archeologico del comune di Seriate, parzialmente conosciuto grazie ai ritrovamenti ottocenteschi (due stele funerarie e un frammento di lapide al mwggMuseo Archeologico di Bergamo) si è arricchito nel mwgw1979-mwha1980 con il rinvenimento in località Paderno a ovest del territorio di 9 tombe e 2 cisterne.
L'individuazione dei reperti sotto uno strato di terra variabile da m. 0,40 a 0,80 del piano di campagna, l'orientamento irregolare, la tecnica costruttiva, la mancanza di corredo hanno deposto a favore della loro datazione nell'ambito del tardo periodo romano (mwhgIV secolo mwhw- mwiaV secolo d. C.).
La tipologia della struttura tombale era varia per forma e materiale impiegato; accanto alle tombe interamente in tegoloni a bordo rialzato “mwjgalla cappuccina” a sezione triangolare o a quella a cassa a sezione quadrata si sono scavate tombe con struttura rettangolare a muretto, formato da pietre squadrate, ciottoli e frammenti laterizi legati con malta.
Due tombe completamente distrutte dai lavori agricoli e dalle radici delle viti coltivate in loco nei tempi successivi. Si ha ragione di credere che il numero delle sepolture fosse più elevato. In ogni tomba sono stati rinvenuti i resti di un solo corpo inumato, a eccezione della tomba F che è trisoma (contiene tre scheletri). Gli scarsi materiali composti da pochi pezzi in ceramica comune (mwkaolpi, tegami, olle) sono tipici di una produzione locale povera limitata ad un'area ristretta alle province di mwkgMilano, mwkwBergamo, mwlaBrescia, mwlqMantova.
Solo a Seriate si è riscontrata l'usanza di deporre all'esterno della tomba un'mwlwolpe.
Il ritrovamento a poca distanza, sempre sulla linea nord-sud del vecchio terrazzo fluviale, delle due cisterne conferma l'esistenza di un mwmqmwmgpagus forse a difesa del punto di passaggio del fiume documentato dall'itinerario Burdigalense (mwmwIV secolo), da quello Antoniano (mwnaIII secolo) e dalla mwnqTavola Peutingeriana (mwngIII secolo - mwnwIV secolo).
La prima cisterna rinvenuta presenta un ambiente rettangolare (lunghezza m. 3, larghezza m. 1,5, altezza m. 1,30) con angoli arrotondati.
Le pareti di uno spessore variabile dai 30 ai mwog65 cm sono costruite con ciottoli di fiume disposti all'interno in file regolari e legati con abbondante malta mentre all'esterno sono disposti in modo incoerente e legati con scarsa malta.
Il pavimento è costituito da uno spesso strato compatto di ciocco pesto. Questa cisterna è ancora visibile in via Paderno mentre l'altra, rinvenuta poco distante, è stata abbattuta per esigenze edilizie. Anche le tombe hanno subito la stessa sorte escluso la tomba “a cappuccina” ricostruita al mwpaMuseo Archeologico di Bergamo.
Il Medioevo
Nel mwpw1263 Seriate si rese indipendente a livello amministrativo dalla città di mwqaBergamo proprio quando cominciarono ad imperversare con più violenza le lotte di fazione tra mwqqguelfi e ghibellini. Di parte guelfa, Seriate vide le proprie famiglie più rappresentative, tra cui i Rivola e i Tarussi, combattere alleati con i mwraColleoni e i Bonghi contro i mwrqSuardi, potenti capi dei mwrgGhibellini.
I cento anni intercorsi tra la metà del mwsaTrecento e la metà del mwsqQuattrocento furono i più devastanti della storia di Seriate e vennero dettagliatamente descritti nella mwsgCronaca di Castello Castelli delle cose accorse in Bergamo negli anni 1378-1407 pubblicata dal canonico mwswGiovanni Finazzi nel mwta1870. Fra paci firmate e non rispettate nell’estate del mwtq1393 la lotta fra le due fazioni si fece particolarmente aspra: Seriate venne distrutta, uccisi 5 uomini che si erano rifugiati sul campanile. Occupato, predato e dato alle fiamme il castello di Comonte, rocca difensiva della famiglia Rivola, interrotte le vie di comunicazione al fine di evitare la fuga degli abitanti.
Fra mwtwguelfi e ghibellini i morti furono una cinquantina. I mwuaGhibellini, non ancora soddisfatti della distruzione, ritornarono il 7 settembre dello stesso anno per bruciare le case che erano rimaste. Dopo il saccheggio di mwuqScanzo da parte di 200 guelfi, della città e dei borghi, il 27 gennaio mwug1398 i mwuwghibellini per ritorsione assaltarono il castello di Comonte difeso da Alessandro Rivola, che rifiutò la resa.
Momentaneamente lo scontro si spostò nelle campagne verso mwvgGorle e venne proibito a chiunque di andare, di fermarsi e di abitare a Seriate. Il 24 febbraio però il castello fu assalito dai mwvwSuardi con “2000 pedoni e 400 cavalli” conquistato e bruciato, furono presi prigionieri 103 gentiluomini guelfi, occupate le torri e le case dei Tarussi e di Gasparino Rivola, uccisi decine di uomini.
Nel mwya1428 Seriate venne a far parte del dominio di mwyqVenezia ma non ebbe ancora pace perché dovette subire le conseguenze delle guerre contro i mwygVisconti spalleggiati dai Suardi. Nel mwyw1439 il paese fu infatti assalito, rovinato e distrutte tutte le sue torri. Ulteriore danno derivò da un'altra pestilenza che era avvenuta nel mwza1399 e da un'epidemia di peste che nel mwzq1455 lasciò deserto il paese per 6 mesi. Finalmente il 17 settembre mwzg1459 arrivò la pace e gli abitanti di Seriate vennero esentati per 10 anni da ogni aggravio perché particolarmente danneggiati dalle recenti guerre.
Seriate dal mw0a1428 al mw0q1796 visse gli avvenimenti lieti e tristi del territorio, come le invasioni francesi e spagnole che si alternarono alla lunga dominazione veneziana, e proprio per la sua ubicazione sulla via di collegamento mw0gBergamo-mw0wVenezia, divenne testimone particolare della storia.
Qui infatti “arrivavano i trombettieri della città per salutare l'ingresso del mw1qPodestà, dei capitani e degli altri ufficiali, che venivano da mw1gVenezia ogni anno alla scadenza della carica”. Il 2 ottobre mw1w1509 il mw2aPodestà e i nobili di mw2qBergamo vennero ad accogliere mw2gCarlo II d'Amboise, governatore di mw2wParigi inviato a mw3aMilano come successore di mw3qGiangiacomo Trivulzio, gran maresciallo di mw3gFrancia.
Qui passarono nel mw4a1521 le schiere dei mw4qLanzichenecchi e nel mw4g1529 i soldati del Conte di Caiazzo al quale mw5aVenezia aveva affidato la difesa di mw5qBergamo. Essi lasciarono i segni della loro insolenza e della loro rapacità rubando e devastando anche nei paesi limitrofi: i contadini di Seriate furono cacciati dal paese. Qui il 15 settembre mw5g1575, inviato da mw5wSan Carlo Borromeo, giunse il canonico milanese Francesco Porro col compito di visitare e catalogare tutti i luoghi religiosi nell'ottica della mw6qcontroriforma.
Seriate era un piccolo paese con appena 480 abitanti, ma la sua chiesa parrocchiale, dedicata a mw6wSan Crisogono, era Capo Pieve di ben ventun parrocchie limitrofe. Gli atti di questo evento eccezionale, raccolti nell’opera monumentale redatta da mw7qAngelo Giuseppe Roncalli prima del suo pontificato, forniscono uno spaccato completo sia della vita religiosa che di quella economica e sociale del paese.
Nel periodo successivo di relativa calma furono ricostruiti cascinali e abitazioni, fu persino inaugurato nel mw7w1581 il ponte nuovo, ma lo spettro della carestia e della peste era alle porte. Nell'aprile del mw8a1630 alcune famiglie che si erano recate a mw8qCaravaggio dove già infuriava il morbo, al ritorno portarono il contagio nel paese: su 968 abitanti ne morirono 592 (247 femmine e 354 maschi).
Da mw8wBergamo arrivò l'ordine di costruire 40 baracche grandi che potessero ospitare da 35 a 40 persone sulle rive del mw9aSerio al confine con mw9qGrassobbio; qui vennero trasferiti gli infetti e i sospetti più poveri perché il mw9gLazzaretto di mw9wBergamo era riservato ai cittadini più importanti. Queste baracche poi divennero 60; erano circondate da uno steccato e sorvegliate da guardie. Chi entrava veniva lavato, curato e tenuto in quarantena.
Chi moriva veniva sepolto nel cimitero della chiesa di Sant'Alessandro Martire a Paderno, che era isolata fra i campi. Questa chiesa secondo san mw-qCarlo Borromeo avrebbe dovuto essere abbattuta perché in stato di abbandono, ma in questa terribile circostanza ritrovò la sua sacralità. La devozione popolare per questi morti considerati quasi miracolosi fece sì che nel mw-g1715 la chiesa fosse ricostruita: è ricordata come “Chiesa dei morti di Paderno”.
Un'altra struttura religiosa a ricordo della peste fu costruita a Seriate a margine della via Nazionale; questo tabernacolo a metà del mw-aNovecento venne demolito e ricostruito tale e quale quando la strada principale di accesso al paese venne pavimentata.
Nel mwaqm1700 Seriate era un piccolo paese di mwaqq1 200 abitanti popolato prevalentemente da mwaqumezzadri impoveriti da forme feudali di gestione delle terre di proprietà di pochi nobili mwaqylatifondisti.
Qui nacque, visse ed esercitò il sacerdote mwaqgFrancesco Maria Bolognini (mwaqk1723-mwaqo1800). Uomo dalla carità intelligente, introdusse l’istruzione primaria assumendosi l’onere finanziario delle aule, degli insegnanti e del materiale didattico.
Fornì poi gratuitamente agli infermi un medico e un chirurgo nonché i medicinali necessari per combattere le malattie più diffuse come la mwaqwpellagra, la mwaq0scrofola e la mwaq4tubercolosi. Con le sue ultime volontà lasciò “stabili, mobili, capitali, denari” tutti da convogliare in un'opera benefica che da lui prenderà il nome di Luogo Pio Bolognini e che tuttora opera sul territorio. Come ultimo avvenimento storico del periodo si ricorda che il 13 marzo mwara1797 a Seriate venne scortato dagli ufficiali francesi di mwareNapoleone Bonaparte il Conte Ottolini ultimo mwarmPodestà veneto di mwarqBergamo decretando così la fine del lungo periodo della dominazione di mwaruVenezia in terra ferma.
L'Ottocento
Dopo la ventata rivoluzionaria di mwarwNapoleone, il mwar0Congresso di Vienna nel mwar41814 riportò la mwar8Lombardia sotto il governo degli Austro-Ungarici, ma in silenzio fervevano dei reazionari per cui questo governo fu proiettato a sopprimere ogni impeto di indisciplina e libertà. Nel mwase1816 contro i rei di assassinio e di aggressione sulle strade si decretò di procedere con giudizio sommario entro le 24 ore. Il primo caso a Seriate si verificò contro alcuni malviventi che avevano aggredito un carrettiere. Nel mwasi1835 venne festosamente accolto dal popolo a Seriate l'mwasmarciduca Ranieri, viceré del mwasqregno Lombardo-Veneto, ma non certamente dalle due famiglie seriatesi che più si distinsero nelle lotte del mwasuRisorgimento: Piccinelli e mwasyTasca.
Malgrado l'ostilità verso gli occupanti nel mwasg1848 fu curato in casa Piccinelli il colonnello Chneidez, comandante austriaco a mwasoBergamo in fuga dalla città dopo la mwassprima guerra d'indipendenza.
Un'altra opera di carità cristiana si svolse a Comonte dove mwas0Costanza Cerioli, divenuta mwas4S. Paola Elisabetta, allestì un porticato nella casa colonica, fece distendere molta paglia, preparare bende e brodo: lei stessa medicò e rifocillò i 12 feriti Austro-Ungaricicite-ref-11[11]. L’economia del paese era ancora prettamente agricola (l’80% del territorio era coltivato a biada, gelsi e viti) e i suoi abitanti (nell'anno mwatm1861 nº2466, nel mwatq1881 nº3369) erano prevalentemente agricoltori tranne alcuni esercenti alimentari ubicati sulla via principale di transito a ristoro dei viandanti. Alcuni carrettieri erano dediti al trasporto di ghiaia e sabbia, che abbondava nel letto del fiume. Dalla visione dei carretti trainati ininterrottamente da asini, nacque probabilmente il detto: “Seriate paese degli asini”cite-ref-12[12].
I tempi erano però maturi per lo sviluppo delle industrie e del commercio per cui si rese necessario potenziare le vie di trasporto: nel mwato1813-mwats1816 venne realizzato un tronco di strada postale, via Dante, e nel mwatw1857 fu completata la stazione ferroviaria MI-VE a ridosso della quale dal mwat01879 si posizionarono le industrie. La prima menzionata da Maironi da Pontecite-ref-13[13] fu la fabbrica delle stringhe di seta a cui si aggiunsero il cotonificio mwaumTurri, la birreria mwauqVon Wunster, la bachicoltura Ambiveri pioniere dello sviluppo industriale del mwauy1900.
L'episodio storico più eclatante avvenne l'8 giugno mwaug1859 raccontato dallo stesso protagonista Ercole Piccinelli al direttore della “Gazzetta della Provincia” di mwausVicenza il 14 gennaio mwauw1884. Da mwau0Brescia era partito un treno carico di 150 mwau4Austriaci, guidati da un capitano e da un tenente, diretto a mwau8Bergamo, ma venne fermato prima della stazione di Seriate. Gli mwavaAustriaci presero in ostaggio il capostazione, il segretario comunale e il sindaco Ercole Piccinelli mentre suo fratello dottor Antonio andava verso mwaviBergamo ad informare mwavmGaribaldi, che aveva conquistato la città senza colpo ferire entrando da porta S. Lorenzo.
Lungo la strada si imbatté in un manipolo di garibaldini, guidati dal capitano mwavkBronzetti e dal conte Gualdo, che, informati della presa degli ostaggi, si affrettarono verso Seriate. Frattanto gli mwavoAustriaci consegnarono agli ostaggi un foglio con le condizioni della resa della città e lo affidarono a don Piero Piccinelli col compito di consegnarlo al mwavwpodestà di mwav0Bergamo. Nel frattempo incominciò l’attacco mwav4garibaldino che, basandosi sulla sorpresa, mise in fuga facilmente i nemici molto più numerosi.
Nell'assalto furono feriti gravemente il conte mwawaGualdo, a cui fu amputata una gamba, e i due giovani studenti milanesi Francesco Decò laureando in legge, e Torquato Canetta laureando in medicina, che morirono pochi giorni dopo all'ospedale di mwawmBergamo. Le loro ossa riposano nel cimitero di Seriate nel monumento a loro dedicato. A ricordo di questo combattimento nel mwawq1925 nei pressi della ferrovia fu eretto anche un obelisco commemorativo.
Nelle guerre del mwawyRisorgimento si distinsero due seriatesi che vollero seguire mwawcGaribaldi: Ambrogio Giupponi e Luigi Testa. Definito da mwawoGiacinto Gambirasio “un avventuriero della libertà universale” Ambrogio Giupponi partecipò, non solo alla mwawwspedizione dei mille, ma anche a quella della liberazione delle Polonie dove però venne fatto prigioniero dai Russi, condannato ai lavori forzati in miniera e all'esilio in mwaw4Siberia.
Il suo ritorno a Seriate fu una vera avventura. Luigi Testa “arruolato nell'esercito austriaco, ai primi moti italiani non esitò a disertare e ad arruolarsi nell’esercito sardo fino al sanguinoso tramonto di mwaxeNovara. Subito si arruolò nella legione di mwaxiGaribaldi e partecipò all'eroica difesa di mwaxmRoma”. “Fu a fianco di mwaxqFrancesco Nullo a mwaxuCalatafimi e mwaxyPalermo e fu uno dei duecento animosi che primi passarono lo stretto e sbarcarono in mwaxcCalabria”. Divertente è l’episodio in cui fu arrestato al posto di mwaxgFrancesco Nullo, ma poi rilasciato: da quel momento ebbe un trattamento degno “del signor colonnello”.
Il Novecento
All'inizio del secolo Seriate era ancora un paese prevalentemente agricolo abitato da mezzadri; la povertà spinse molti ad emigrare in cerca di fortuna nei paesi vicini (mwaxsFrancia, mwaxwSvizzera, mwax0Belgio). Malgrado l’impegno caritativo della Congregazione di Carità, che gestiva vari lasciti fin dalla metà dell'Ottocento, la miseria era dilagante e la mwax8pellagra regalò al nostro paese il triste primato di “zona più colpita nella bergamasca” (la mortalità infantile raggiunse il 272 per mille)cite-ref-14[14].
Nel mwayu1914 allo scoppio della mwayyprima guerra mondiale, dei circa mille emigranti seriatesi forzatamente rimpatriati, cinquecento tornarono più poveri di prima tanto che anche l’Amministrazione comunale dovette intervenire potenziando le “cucine economiche” ed erogando buoni per l'acquisto di generi di prima necessitàcite-ref-15[15]. Mentre nel mways1915 partivano i Seriatesi per il fronte in paese giunsero 1200 profughi veneti evacuati dalle zone di guerra che vennero ospitati in varie strutture e anche in case private.
La gestione economica non fu facile anche perché 94 seriatesi morirono al fronte lasciando altrettante famiglie in difficoltà e per i reduci fu necessario offrire un reinserimento dignitoso. L’Amministrazione comunale si adoperò per creare nuovi posti di lavoro: preparazione di pietrisco per costruire le strade, rifacimento di facciate di case, costruzione della scuola elementare di Cassinone e ampliamento del mway0Cimitero.
Nell'Istituto Sacra Famiglia di Comonte incessante fu l'opera di accoglienza ed educazione delle orfanelle, iniziata già dal mway81857 da mwazaPaola Elisabetta Cerioli, al secolo Costanza. Anche a livello parrocchiale si operò per aiutare la crescita dei fanciulli; mwazemonsignor Guglielmo Carozzi, primo nella provincia, istituì nel mwazi1921 su modello di mwazmBergamo i "bagni di sole". La cura elioterapica, l'alimentazione regolare e l'allontanamento dai lavori pesanti dei campi, portarono ottimi risultati agli 80 maschi e 70 femmine frequentanti, come descritto dal direttore sanitario dottor Luigi Cinquinicite-ref-16[16].
Accanto all'asilo Bolognini (6 novembre mwazo1900) gestito dalle mwazsSuore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, cui suor Margherita Lussana diede un'impronta montessoriana, nel mwaz01934 fu organizzato un asilo nido per bimbi da 0 a 3 anni permettendo così alle mamme un più facile inserimento nel mondo del lavoro delle varie industrie, che si stavano insediando nel territorio.
Nel mwaz81907, grazie al supporto di ingenti lasciti testamentari e di offerte private, si posero le fondamenta dell'Ospedale Bolognini che, nato come ricovero per anziani poveri, nel corso del tempo si ampliò fornendo soprattutto ai Seriatesi particolari condizioni di assistenza. All'avvento del mwaaefascismo l'industriale mwaaiEnrico Felli accettò il difficile compito di governare il mwaamcomune gestendo con saggezza ed equilibrio le intemperanze faziose.
mwaauPodestà dal mwaay1928 al mwaac1942 si sforzò di offrire al paese la massima occupazione possibile non solo nella sua grande industria chimica, ma anche in una tessitura e in un calzificio. Fu tra i primi industriali a costituire una cassa ammalati per i suoi dipendenti, mentre sua moglie istituì un Consultorio Pediatrico. Si batté con tenacia per la costruzione di un nuovo edificio scolastico (necessità prioritaria anche rispetto all’acquedotto). Nel frattempo operò ricerche d'acqua nel sottosuolo, costruì il primo pozzo e installò a sue spese due tubazioni per fornire gratuitamente l’acqua potabile in due zone della sponda sinistra del mwaakSerio.
La mwaasseconda guerra mondiale reclamò le sue vittime anche a Seriate, seppur in numero minore rispetto alla prima. 35 caduti e 28 dispersi furono le vittime sul campo di battaglia a cui si aggiunsero 12 morti durante gli scontri nel periodo della liberazione e 6 deportati, che tornarono a casa salvi.
Il primo bombardamento si verificò il 28 ottobre mwaa01942: un aereo nemico sganciò 7 bombe in risposta al fuoco delle mitragliatrici delle postazioni antiaeree ubicate nel centro del paese. Tre giovani, che si erano rifugiati sotto il cavalcavia ferroviario, vennero colpiti a morte. A causa del vicino aeroporto e della linea ferroviaria, Seriate fu un obiettivo sensibile, subì altri bombardamenti che fortunatamente non fecero ulteriori vittime. Il senso di insicurezza diffusosi dopo l'8 settembre mwaa41943 alimentò la resistenza anche a Seriate. Nella villa Ambiveri si formò un’organizzazione clandestina denominata “Banda Decò e Canetta”, dal nome dei due giovani eroi del mwabeRisorgimento morti dopo lo scontro di Seriate nel mwabi1859. mwabmElisabetta Ambiveri ne era l’animatrice e si assunse il compito di recuperare e occultare nella sua villa le armi che sarebbero eventualmente servite per la liberazione; venne tradita, arrestata, processata e condannata a morte, ma grazie all’intervento di molte autorità la pena capitale fu tramutata in 10 anni di carcere in mwabqGermania.
Al suo ritorno nel mwaby1945 fu accolta con un'indimenticabile manifestazione di entusiasmo e in chiesa venne cantato un solenne mwabcTe Deumcite-ref-17[17]. Il 27 e il 28 aprile mwabw1945 furono due giorni terribili per Seriate proprio quando a mwab0Bergamo si parlava già di pace. Lo scontro tra i fascisti della colonna Farinacci e i mwab8partigiani provenienti dalla zona di mwacaSarnico lasciò sul terreno 10 morti e il mitragliamento da parte di una colonna tedesca di passaggio falcidiò altre quattro persone. La battaglia riprese nel pomeriggio: i mwacepartigiani guidati dal dottor Fortunato Fasana, comandante della Brigata 24 maggio, ebbero la meglio su un gruppo isolato di quattro fascisti che furono subito fucilati sul sagrato della chiesa parrocchiale.
Il 28 aprile una colonna di tedeschi in ritirata proveniente da mwacuZanica e diretta a mwacyZandobbio, senza essere provocata, aprì una sparatoria nel paese causando altri quattro morti. Fra i sepolti al cimitero del paese c’è anche un giovane soldato tedesco caduto dal camion e travolto da un altro automezzocite-ref-18[18]. Dopo la guerra inizia anche per Seriate il periodo della ricostruzione.
Il Milite Ignoto
Il mwac04 mwac4novembre mwac82021 anche a Seriate, come in tutta mwadaItalia, oltre all’anniversario della vittoria della prima guerra mondiale, si celebra la giornata del “Milite Ignoto”, cioè di quel soldato che non è stato identificato, ma che rappresenta i seicentocinquantamila caduti sul fronte.
Cento anni fa la salma di un militare sconosciuto fu scelta, portata a Roma e posta sull’Altare della Patria, da allora sempre vigilata dalla Guardia d’onore.
Tra il mwadm29 mwadqottobre e il mwadu2 mwadynovembre mwadc2021, un “treno della memoria” ha ripercorso il viaggio di quel convoglio speciale che da mwadgAquileia a Roma si fermò in 120 città e paesi, accogliendo corone di fiori e manifestazioni di affetto e riconoscenza: un doveroso spontaneo tributo al sacrificio di tanti eroici soldati.
Il Segretario Generale dell’ A.N.C.I. -Associazione Nazionale dei Comuni Italiani- su proposta del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, con nota del mwado3 mwadsmarzo mwadw2020, ha invitato tutti i Comuni d’Italia ad aderire all’iniziativa di conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.
Simboli
Il comune ha adottato con il D.P.R. del 1º settembre 1969cite-ref-acs-19-0[19] uno stemma costituito da uno scudo mwaestroncato: la parte superiore di colore argento indica la zona centrale e industriale attraversata da una fascia ondata azzurra che rappresenta il fiume mwaewSerio, la parte inferiore di colore rosso indica la zona agricola.cite-ref-20[20]
Stemma
«
Troncato
: nel primo d'argento, alla fascia ondata d’azzurro; nel secondo di rosso. Ornamenti esteriori da Città»
(D.P.R. del 1º settembre 1969)
Gonfalone
«Drappo troncato di rosso e di bianco, nel quale è inserito lo stemma con l'iscrizione
centrata
in oro:
Città di Seriate
.»
(D.P.R. del 1º settembre 1969)
Bandiera
«Drappo di bianco
vestito
di verde; il bianco recante lo stemma civico. L'asta sarà ornata dalla cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali»
(D.P.R. del 30 ottobre 2008cite-ref-21[21])
Onorificenze
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
—
2 ottobre 1989
Monumenti e luoghi d'interesse
Architettura civile
Palazzo comunale
Il palazzo comunale si trova lungo via Italia, all'altezza dell'incrocio con via Paderno, nella zona centrale della città. È stato costruito sulla superficie occupata dal vecchio palazzo comunale ormai insufficiente ai bisogni della città.
L'edificio comunale e la nuova piazza antistante, intitolata al pittore seriatese mwagwAngiolo Alebardi, sono stati progettati dagli architetti Sergio Crotti ed Enrica Invernizzi e sono stati inaugurati il mwag018 dicembre mwag41993.
A livello architettonico il porticato del palazzo, di forte impatto costruttivo, acquisisce un'importanza predominante rispetto alla zona operativa vera e propria, più arretrata; la struttura è in cemento armato a vista.
All'interno, due grandi spazi: uno dedicato al baritono seriatese mwaheVirgilio Carbonari è adibito a mostre ed esposizioni d'arte; il secondo ospita parte dell'archivio comunale. Oltre il porticato, il palazzo comunale vero e proprio si sviluppa su cinque livelli, dal piano terra al quarto piano, ognuno contraddistinto da un colore.
Nel 1997 il progetto degli architetti Crotti e Invernizzi è selezionato per il premio "In/Arch-Domus” indetto dalla sezione lombarda dell'Istituto nazionale di architettura e dalla rivista mwahmDomus, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia. Nella relazione della giuria l’opera è definita “come una corte d’onore per accogliere i cittadini“.
Torre di via dei Tasca
La torre fu innalzata probabilmente nel mwahyXIV secolo dalla famiglia guelfa Tarussi, a cui nel mwahg1393 i mwahkGhibellini arsero le case. Di pianta quadrata (lati di metri 7,50), risulta cimata, così come si può dedurre dallo spessore dei muri alla base (m. 1,32) e dalla piccola apertura originaria sul lato nord.
La muratura rivela, nella diversità del materiale utilizzato (maiolica, arenaria, pietre ferrose) rappezzi antichi, riferibili alle distruzioni operate tra la fine del mwahsXIV secolo e i primi decenni del mwahwQuattrocento.
I tre piani, collegati da ripide rampe di scale, originariamente in legno, sono coperti a crociera.
Torre di via Cerioli
La torre è collocata in posizione angolare in via Cerioli, nell'ultimo caseggiato prima della villa Medolago-Zavaritt; notevolmente mozzata, è visibile solo dal cortile interno della cascina in cui è inserita.
La muratura in pietra squadrata e bugnata suggerisce una datazione intorno al mwaieXIII o mwaiiXIV secolo; secondo l'architetto Clivati: “la torre può assumere particolare rilevanza al fine della definizione dei limiti del mwaimcastrum medioevale” di cui si parla già dal mwaiq968 DC.
Castello Rivola a Comonte
I Rivola, nobile e antica famiglia bergamasca, mwaigGuelfi, nemici acerrimi dei mwaikGhibellini mwaioSuardi, erano proprietari del castello eretto sulla collina di Comonte, oltre che di numerosi appezzamenti di terreni e di case nel territorio di Seriate e anche in quello di mwaisBergamo, dove possedevano la casa denominata “mwaiwGromo dei Rivola”, in Città Alta, che divenne la sede della mwai0Zecca dal mwai41293 al mwai81302.
Il castello, sorto in posizione strategica come primo avamposto sulla strada pedemontana tra Bergomum e Brixia, fu una struttura prevalentemente difensiva; fu più volte assalito, distrutto e ricostruito.
La struttura era a tipico castello recinto, composto da una recinzione delimitata da una cortina muraria (con lo scopo di proteggere la popolazione, il bestiame e i raccolti) e da una torre di avvistamento.
L'unica torre rimasta, a pianta rettangolare, testimonia nello spessore dei muri della porta d'accesso, l'antica presenza di una saracinesca di difesa.
Il castello appartiene all'Istituto delle Suore della mwajqSacra Famiglia di Comonte; ciò che rimane della struttura, dopo i restauri del mwaju1969 cura dell'architetto Pippo Pinetti, è sede del Noviziato dell'Istituto; nel mastio è stata ricavata la chiesa. Oltre al Noviziato, la costruzione ospita l'Ente di Formazione dello stesso Istituto con corsi triennale di formazione professionale per operatore commerciale e operatore agricolo.
Castello della Molina o Cascina Molina
Il castello della Molina, in via Garibaldi zona Paderno, era una struttura fortificata, con attorno il largo fossato della roggia Vecchia, poi coperta.
Sorto qui in prossimità dell'argine destro del fiume, forse a guardia di un guado, fu probabilmente un antico insediamento degli mwajoUmiliati.
I proprietari di cui si hanno notizie certe furono i Della Torre nobile famiglia milanese del mwajw1400 che ne fecero la loro casa domenicale fino al mwaj0XIX secolo. Largamente rimaneggiata nella sua struttura rurale presenta una parte residenziale secentesca con l'aggiunta di una cappella privata con accesso anche dalla via. In alcuni tratti dei muri si nota ancora le disposizioni dei ciottoli a lisca di pesce mentre nella parte sud-ovest è visibile una torretta circolare di avvistamento.
Presenta una parte residenziale di struttura secentesca con una cappella, largamente rimaneggiata; nella struttura rurale, realizzata in gran parte con muratura in ciottoli posti a lisca di pesce, si riconosce una piccola porzione di torretta circolare.
Villa Guerrinoni
Le prime notizie sulla villa risalgono al mwake1808, grazie ad una planimetria catastale: sul lato est correva la strada comunale dei "Mortini", sul lato sud la villa si affacciava sulla Regia Strada Postale, ora via Italia; a ovest una via privata, ora via mwakiColleoni. Il retro del complesso era delimitato da una recinzione in muratura di ciottoli disposti a lisca di pesce.
La proprietà era composta da due corpi di fabbrica a forma di "L" e da un campo “mwakqaratorio, vitato ed adacquatorio“.
Nel corso degli anni la villa passò di mano in mano sino all'acquisto, nel mwaky1883, da parte di Luisa de Lange, vedova del nobile Giandomenico Guerrinoni, originario della mwakkVal Brembana. La vedova abitò la villa con le due figlie, Luisa e Maria; quest'ultima sposò in prime nozze il dottor Bonaventura Tini, da cui ebbe un figlio, Giambattista, notaio, che fu sindaco di Seriate nei primi anni del mwakoNovecento. Egli fu l'ultimo proprietario della villa come discendente della famiglia Guerrinoni.
Il complesso divenne nel mwak01941 proprietà delle suore dell'Istituto della mwak4Sacra Famiglia di Comonte e, quindi, sede del Noviziato, dopo le opportune modifiche per adattare gli ambienti alle esigenze della comunità religiosa. Nel mwak81969 il Noviziato fu trasferito a Comonte, nel ristrutturato castello Rivola.
La villa venne acquistata negli anni mwaleOttanta del secolo scorso dal comune di Seriate per destinarla a biblioteca comunalecite-ref-22[22] con l'obiettivo di recuperare l'impianto originario, adattando l'edificio al nuovo utilizzo.
Dal mwalc1987 la villa è intitolata a mwalgGiacinto Gambirasio, illustre seriatese (1896-1971) divenuto famoso nel settore industriale, commerciale, editoriale, culturale e politico.
Villa Ambiveri
La villa si trova in centro a Seriate e affaccia il suo giardino settentrionale su via Dante; quello meridionale è delimitato da via Molino Vecchio ad est e da via C. Colombo a sud.
Il corpo originario della villa, cioè il solo edificio rettangolare che da su via Tasca, fu costruito dai conti Vertova nei primi decenni del mwalw1700. Sono successivi i due sopralzi laterali e alcune decorazioni, tra le quali si distingue il medaglione con l'immagine di mwal0Torquato Tasso, posto in facciata.
All'interno un elegante porticato a colonne binate d'impostazione secentesca, termina su due edifici a bugnato di malta. Da questi partono altre due strutture rettangolari più basse risalenti alla seconda metà dell'mwal8Ottocento, probabilmente volute dai successivi proprietari della villa, i mwamaTasca prima e gli Ambiveri poi.
Ultima proprietaria della villa fu mwammElisabetta Ambiveri (Betty) figlia primogenita di mwamqGiovanni Ambiveri, importante presenza femminile nella realtà sociopolitica del mwamuNovecento, non soltanto a livello locale, come dimostrano i numerosi incarichi e le tante iniziative da lei sostenute.
Con i suoi 58 vani di abitazione, e la cappella, villa Ambiveri è una sontuosa villa padronale.
La villa e i suoi mwams1600 m² di area verde, sono sottoposti a vincolo pubblico dal mwamw1914.
Alcune sale al primo piano sono affrescate, secondo la moda del tempo, dai “pittori di sala” Carlo Rancilio e mwam4Paolo Vincenzo Bonomini con figure neoclassiche, formelle, vasi decorativi. Un altro tipo di affresco, attribuito al Nebbia, soprannome di mwam8Luigi Deleidi, si può ammirare in una sala al pianterreno: rappresenta un paesaggio fluviale che, partendo dalle pareti, sale al soffitto senza soluzione di continuità, dilatando lo spazio.
All'interno di villa Ambiveri è ospitata "mwaneRussia Cristiana", che dal punto di vista ecclesiale è un'associazione pubblica di fedeli, sorta nel mwani1957 a opera di padre mwanmRomano Scalfi. Tra le varie attività della Fondazione si segnalano il Centro Documentazione e la ricchissima biblioteca specializzata sulla mwanqRussia. La Russia Cristiana di Seriate organizza, in questa residenza, corsi di pittura di icone e mostre.
Nella cappella bizantina di villa Ambiveri è possibile partecipare alla liturgia in rito bizantino-slavo.
Villa Piccinelli
La dimora storica, situata sulla sponda sinistra del fiume mwapcSerio, tra piazza Giovanni XXIII e via Venezian, è costituita da due edifici principali. Il più antico, a forma di "L" è posto a sud-est della piazza, è detto "casa rossa” dal colore della tinteggiatura, costeggia la casa. Risalente presumibilmente al XVII secolo, comprendeva, nel primo tratto, l'abitazione signorile; il secondo lato era costituito dalle cascine e da una filanda, in seguito trasformata in scuderia e ora ospitante il museo civico “Monsignor Carozzi".
L'acquisizione successiva da fonte della famiglia Piccinelli della adiacente proprietà Bolognini nel primo mwapk800, ha ampliato notevolmente la struttura che è diventata un solo corpo di fabbrica con affaccio sulla via principale dal ponte alla parrocchiale.
Per l'occasione fu aperto il nuovo portone, sormontato dallo stemma della famiglia nel quale campeggia una biscia, a ricordo del nome originario: Piccinelli de' Bisciolis. Il corpo più recente, detto anche "casa gialla", è stato costruito nella zona interna del parco addossato alla prima struttura tra il mwaps1890 e il mwapw1895.
Accanto all'ingresso, a destra, una lapide ricorda il fatto d'armi del mwap41859 e l'eroico patriottismo di Ercole Piccinelli, sindaco di Seriate dal mwaqa1820 al mwaqe1860, il più illustre personaggio della famiglia, che vanta una continuità di oltre due secoli nell'impegno civile, politico, sociale.
La botanica rappresenta una passione tramandata di generazione in generazione nella famiglia Piccinelli. L'ampio parco, che si estende lungo l'alta riva del mwaqmSerio offrendo scenari incantevoli, ospita una grande varietà di essenze comprendenti sia piante autoctone sia importate da mwaqqAsia, mwaquAfrica e mwaqyAmeriche; tra queste ultime si possono ammirare esemplari centenari di maestosa bellezza.
Una serra in stile moresco, pensata come giardino d'inverno e graziosamente decorata, venne fatta costruire da Giovanni Piccinelli nel mwaqk1860, dopo un soggiorno in mwaqoMarocco; è tuttora utilizzata come gazebo e gentilmente concessa per esposizioni nell'ambito di manifestazioni culturali, unitamente al grande parco.
Nella villa era conservata un'importante collezione d'arte di oltre duecento dipinti, composta nella seconda metà dell'Ottocento da Antonio Piccinelli (1816-1891), in cui spiccavano autori come Lotto, Moroni, Fra' Galgario.cite-ref-23[23]
Villa Medolago-Zavaritt
Nel mwariXVIII secolo quasi tutto il settore nord- ovest del territorio di Seriate era di proprietà dei conti Medolago.
La villa si trova in via Cerioli, sulla sponda destra del fiume Serio, poco prima del ponte in ferro che collega la via a via Venezian, sulla sponda sinistra.
Presenta un doppio affaccio: sulla via è caratterizzata da un edificio a due piani, che termina a destra in una torretta angolare con una loggia; verso il fiume il fronte presenta un portico e due ordini di loggiati. L’impianto è a “U“, le ali laterali si protendono verso il fiume. Nel corpo centrale uno dei locali a volta del piano terra era adibito, fino al mwaru1940, a cappella di famiglia; l’ingresso era dalla strada.
Adiacente al lato nord della villa, una costruzione coeva era adibita a cascina e filanda: ora, dopo un recupero e un restauro che hanno interessato entrambi i corpi di fabbrica, il complesso è suddiviso in vari appartamenti.
Villa Tassis a Comonte
L’aspetto della villa è quello della ristrutturazione del palazzo effettuata dai Tassis a partire dalla seconda metà del mwarkSettecento, poi abbellita e arricchita da decorazioni in età neoclassica.
Alla morte di Maria Teresa Tassis, il marito Gaetano Busecchi, divenuto proprietario della costruzione, sposò mwarsCostanza Cerioli. Nata a mwarwSoncino nel mwar01816, di 40 anni più giovane del consorte, la Cerioli rimase ben presto vedova e sola, avendo perso anche tutti i suoi figli. Consacratasi al Signore, fondò un mwar4istituto religioso nella casa che l’aveva vista contessa. La villa ha dunque subito diverse modifiche rese necessarie anche dal fatto che l'opera della Cerioli continua attraverso un moderno ed efficiente servizio scolastico.
All’ingresso della villa si trova lo stemma dell’mwasaIstituto della Sacra Famiglia, realizzato nel mwase1950 dall’architetto bergamasco Giuseppe Frisia, in occasione della beatificazione della fondatrice dell’Istituto. Lo stemma racchiude in sé la storia dell’edificio e dei suoi proprietari, è infatti composto dallo stemma dei Tassis, della Cerioli e della congregazione religiosa.
Il cortile della villa, a forma pentagonale, è l'ambiente architettonicamente più interessante; qui si colloca il campanile mwasmneoromanico, progettato dal bergamasco Bernardo Peverelli ed eretto nel mwasq1891.
Nel mwasy1795 il pittore bergamasco Vincenzo Bonomini (mwasg1757-mwask1839) ha dipinto la stanza di rappresentanza a piano terra a destra subito dopo l'ingresso. È un trompe-l'œil che dal pavimento al soffitto immerge il visitatore in un ambiente agreste: particolari condizioni di luce hanno contribuito all’inalterata conservazione dei colori.
Nella seconda decade dell’mwassOttocento si collocano le tempere su muro opera di mwaswLuigi Deleidi detto il Nebbia, in una sala rettangolare del piano nobile; accanto a questa sala si trova la camera di Carlino, il secondogenito della Cerioli, morto all’età di sedici anni: le pareti sono dipinte a drappeggio con fauni e minotauri con strumenti musicali, in un puro stile di classicismo settecentesco.
Cineteatro "Gianandrea Gavazzeni"
Inaugurato nel mwas82004, il cineteatro sorge in via Carlo Cattaneo. Dotato di 452 posti a sedere, il cineteatro è nato dall'esigenza di offrire ai cittadini seriatesi uno spazio polifunzionale, che si presta a diversi utilizzi: spettacoli teatrali e di danza, conferenze, concerti, opere liriche e proiezioni cinematografiche.
La copertura esterna della struttura ha forma ondulata ed è completamente rivestita in legno, materiale usato anche per la pavimentazione interna. L'area d'ingresso comprende il foyer, la biglietteria, il bar, i servizi igienici e la cabina di regia.
La struttura è intitolata ad un illustre bergamasco, il maestro mwatiGianandrea Gavazzeni (mwatm1909 – mwatq1996), celebre e stimato direttore d’orchestra, compositore, saggista e scrittore.
Teatro Aurora
Di proprietà della parrocchia, si trova a ridosso della chiesa parrocchiale, con ingresso da via del Fabbro. Costruito negli mwatcanni Venti del secolo scorso su progetto dell’ing. mwatgLuigi Angelini, il teatro “Aurora” sostituì un vecchio teatrino preesistente dedicato a mwatkSan Luigi Gonzaga.
Inizialmente il teatro presentava una platea, una loggia a ferro di cavallo e un ampio palcoscenico, oltre ad un'acustica di qualità; platea e loggia erano occupate da panche su cui sedevano gli spettatori; più tardi panche e sedie furono sostituite da poltroncine ribaltabili in legno.
L'inaugurazione avvenne nel mwatw1925 con l'operetta “Cenerentola”; il teatro divenne poi punto di riferimento per la Compagnia Femminile, la Filodrammatica maschile e la Scuola di canto, sia femminile che maschile.
Oltre che teatro, l'Aurora è stato la prima sala cinematografica di Seriate. Negli anni mwat4Duemila, il teatro è stato sottoposto ad un recupero, nell’ambito del progetto di ristrutturazione degli uffici parrocchiali, che lo ha restituito ai seriatesi come “sala polivalente”.
Il cimitero
Seriate, nel corso della sua storia, ha usufruito di differenti strutture cimiteriali, a partire dalla semplice necropoli tardo-romana scoperta sul finire degli mwaueanni settanta del secolo scorso, fino all'odierno cimitero.
Attorno all'anno mwauy1000 un primo cimitero fu edificato nei pressi della chiesa di mwaucSan Grisogono, all'incirca nello spazio ad est della chiesa della mwaugMadonna del Buon Consiglio, in prossimità del parcheggio di fronte al palazzo comunale.
In un documento dell'archivio della mwauoCuria di mwausBergamo si legge che il cimitero “era indecente e non si sapeva dove riporre le ossa dei defunti escavati”. Nel mwauw1698 la Confraternita della Buona Morte ed Oratione (i Disciplini Neri) si fece carico della costruzione, in un angolo del sagrato dove erano già stati traslati resti umani, di una struttura adatta a fungere da ossario e anche a luogo di adunanze; questo oratorio nel mwau41794 fu poi dedicato alla mwau8Madre del Buon Consiglio.
Nello stesso periodo, a Seriate, veniva utilizzato un altro cimitero, conosciuto come “cimitero alle ghiaie”, situato fuori dall'abitato, sulla sponda sinistra del mwaveSerio.
Edificato presumibilmente durante il periodo della dominazione veneta, era un campo isolato nel quale venivano tumulati anche i morti giustiziati per impiccagione a mwavmBergamo: era pertanto conosciuto come “cimitero dei giustiziati o impiccati”.
La straordinaria piena del mwavuSerio del mwavy1889 distrusse la vicina Chiesa di mwavcSan Pietro d'Alcantara e danneggiò gravemente anche il cimitero che fu definitivamente dismesso nel mwavg1885, dopo che i resti dei defunti furono traslati nel nuovo cimitero.
In ottemperanza alle regole fissate con l'mwavoeditto di Saint Cloud del mwavs1804, anche Seriate si attivò per la costruzione di un nuovo cimitero e, dopo numerose discussioni, perizie e progetti, si arrivò alla decisione di costruire il nuovo camposanto su un terreno di proprietà della Misericordia di Bergamo detto “alli Tragli”, situato vicino al centro abitato e facilmente raggiungibile dalla chiesa parrocchiale. Nel nuovo cimitero la prima ad essere sepolta è Maria Pedrinelli di anni 75 in data 23 aprile 1855
Il cimitero (dal greco Koimeterion da Koiman – dormire) ultimato nella seconda metà del XIX secolo, era in origine di dimensioni più limitate rispetto alle attuali e subì già nel primo ventennio del secolo scorso un primo ampliamento, cui ne fecero seguito altri, non ultimo quello del 2008 e i recenti interventi di riorganizzazione e di ristrutturazione.
L’ingresso principale è in stile neoclassico, progettato dall’architetto Pedercini.
È preceduto dal Parco delle Rimembranze, un maestoso viale lungo il quale sono collocate, su semplici cippi bianchi, targhe con i nomi dei Caduti seriatesi nelle due guerre mondiali. All’interno, superato l’ampio cancello di ferro, alla fine del viale centrale, si erge la cappella più antica; alle spalle di questa, la nuova e moderna cappella che ospita un Cristo crocefisso e segna l’inizio della parte più recente del cimitero: nelle cappelle si trovano le sepolture dei sacerdoti che hanno operato nella parrocchia od erano originari di Seriate.
Con l'aumento della popolazione, nel corso degli anni, si rese necessario ampliare il camposanto; furono acquistate altre aree limitrofe, si deliberò la costruzione dei colombari sui muri di cinta a nord.
La Stazione Ferroviaria
La storia della ferrovia Venezia-Milano, realizzata dagli mwawcAustro-Ungarici per il piano di sviluppo del mwawgLombardo-Veneto ebbe inizio il 1º aprile mwawk1837 quando nello studio per la miglior direzione della medesima, si privilegiò il passaggio per mwawoBrescia, escludendo mwawsBergamo.
Il nobile mwaw0Giovanni Battista Bottaini, primo presidente della mwaw4Camera di Commercio di mwaw8Bergamo, si batté con tenacia contro quel progetto confrontandolo con reali motivazioni geografiche, ma soprattutto economiche: mwaxa50 000 persone occupate nelle fabbriche, il fiorente apporto economico della mwaxeFiera di Sant'Alessandro, le attrattive turistiche comprese le terme.
Una sottoscrizione fra i più bei nomi dell'aristocrazia e dell'industria bergamasca, (inclusi anche molti componenti della già allora componente svizzera) permise di raccogliere nel mwaxm1837 la somma di 85 milioni di lire da anticipare alla ditta Holzbamer di mwaxuBolzano per la costruzione del tratto bergamasco della ferrovia.
La Società delle Strade Ferrate MI-VE si mise subito in allarme e, con l'appoggio del mwaxkGovernatore di Milano boicottò il progetto bergamasco, proponendo la costruzione del troncoTreviglio- Bergamo. I Bergamaschi dovettero abbozzare e il 6 maggio mwaxs1838 fu approvato il progetto che, di fatto, bloccò lo sviluppo economico di mwaxwBergamo.
La ferrovia MI-VE funzionò a pieno regime nel mwax41858. L'inaugurazione della stazione ferroviaria di Seriate, il 20 maggio mwax81858, diede luogo a festeggiamenti: la ferrovia era considerata il non plus ultra del progresso, anche se allora, tra andata e ritorno, da Seriate transitavano giornalmente sei treni.
In questa occasione il seriatese poeta e patriota mwayeOttavio Tasca scrisse una poesia inneggiante al progresso, venata di una certa quale ironia, da cui traspare il desiderio di libertà e indipendenza nei confronti della dominazione austriacacite-ref-24[24].
La Ciminiera
La ciminiera di via mwazwAlberto da Giussano, ridimensionata a poco più di 12 metri (dall’altezza originale di 28 metri) a seguito del fulmine che la colpì il 28 giugno 2022 compromettendone in modo serio la stabilità, resta a memoria di uno dei primi insediamenti industriali sul territorio seriatese. Era parte integrante del Cotonificio “Manifattura Lombarda Davide Turri” costruito nel 1885, poi successivamente trasformato in “Manifattura del Serio”. Nel mwaz01910 lo stabilimento, reso inutilizzabile dalla grave crisi dell’industria tessile, venne chiuso e la società liquidata.
Nel mwa0m1915 la proprietà passò all’industriale mwa0qEnrico Felli, la cui ditta aveva avuto origine a Milano nel mwa0u1905. Dal capoluogo lombardo nel mwa0y1916 veniva trasferito tutto il macchinario e venivano assunti 90 operai.
Negli anni Sessanta arrivò ad occupare circa 300 persone, tra operai ed impiegati.
La ditta Industrie Chimiche “Enrico Felli” S.p.A. produceva allora materie coloranti artificiali e lacche per stamperia di tessuti, possedeva un reparto di tintoria e ritorcitura, il più importante per numero di operai e tingeva e ritorceva per conto di terzi i filati destinati alle tessiture italiane per i loro svariati prodotti.
La ditta rimase attiva a Seriate sino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso (settembre 1999).
Il restauro conservativo viene completato nel 2025.
Una semplice targa ne racconta la storia; la ciminiera rimane a testimonianza dell'epoca industriale seriatese.
I ponti
Seriate è bagnata dal fiume mwa1iSerio, che la attraversa da nord a sud, per una lunghezza di mwa1m4,5 km.
Sul territorio comunale di Seriate sono stati costruiti sei ponti.
mwa1yPonte "Vittorio Emanuele II Re d'Italia"
“Ol put” per i Seriatesi, è stato inaugurato nel mwa1g1878. È stato costruito a tre arcate, su progetto del Genio Civile di Bergamo. Sul parapetto a sud era posta la lapide: “A Vittorio Emanuele II primo re d’Italia MDCCCLXXVIII“, a cui il ponte era ed è dedicato. Rispetto all'originale, risultano modificati: il selciato, in asfalto, originariamente era in ciottolato con passi carrali in pietra; i parapetti in pietra, che sono stati sostituiti da barriere in ferro; l'illuminazione, che è costituita da otto lampioni. Sono stati creati, inoltre, due marciapiedi ed è stata abolita una scaletta che permetteva la discesa pubblica al fiume, sul lato sud del ponte.
Per costruire il ponte fu necessario anche intervenire sulle abitazioni circostanti; venne infatti rettificata parte di via Italia e fu creata l’odierna piazza San Giovanni XXIII, abbattendo una serie di case esistenti, dal fiume Serio fino all'imbocco di via Decò e Canetta, per una profondità di sette metri.
Sul lato nord del ponte, è installato un particolare strumento che ne registra la stabilità, soprattutto durante le piene.
mwa1wPonte della ferrovia
Il ponte della ferrovia fu costruito nel mwa141857 ed è, il ponte più vecchio di Seriate. Per arrivare alla stazione di Seriate da Bergamo, la linea ferroviaria Bergamo-Brescia passa sopra la via Battisti sulla sponda destra e sopra via Decò e Canetta e via Marconi sulla sponda sinistra; per attraversare via Paderno, invece, c’è ora un moderno sottopasso, che ha sostituito il precedente passaggio a livello, come pure in Via Nazionale e a Comonte, in cui i precedenti passaggi a livello sono stati sostituiti da sottopassaggi pedonali.
mwa2aPonte di Corso Roma
Il ponte di Corso Roma, inaugurato nel mwa2i1964, si trova presso il centro sportivo comunale; sulla sponda sinistra sorgono le piscine e i vari impianti sportivi. Collega la zona a sud-est della ferrovia con la zona a sud-ovest.
mwa2qPonte di Corso della Padania
Il ponte di Corso della Padania (tangenziale sud-asse interurbano) è stato attivato negli mwa2yanni ’90; si trova alla periferia sud del territorio urbano.
mwa2gPonte di via Cerioli
Il ponte di Via Cerioli è il ponte più a nord del territorio comunale; mette in comunicazione la sponda sinistra, all'altezza di Via Venezian con la sponda destra, a metà circa di via Cerioli. Ha una struttura in ferro ed è percorribile alternativamente nei due sensi di marcia, essendo la carreggiata piuttosto stretta. È stato aperto nel mwa2o2006.
mwa2wPonte ciclo-pedonale delle Oasi 1 e 2
Il ponte ciclo-pedonale è il più recente fra i ponti costruiti sul territorio comunale; collega l'Oasi verde 1 (sponda sinistra del fiume) con l'Oasi verde 2 (sponda destra).
È stato inaugurato il mwa286 ottobre mwa3a2012 grazie alla collaborazione tra il Parco regionale del fiume Serio, il comune di Seriate e il comune di mwa3eGrassobbio.
La sua costruzione ha dovuto tenere conto per l'altezza delle rotte dell'aeroporto mwa3mIl Caravaggio situato poco distante.
Architettura religiosa
Chiesa del Santissimo Redentore in Seriate
La mwa4ochiesa parrocchiale intitolata al mwa4sSantissimo Redentore e realizzata su progetto del conte architetto Nicolino de' Conti di Calepio nel periodo dal mwa401769 al mwa441778, fu consacrata il 10 settembre mwa481808 dal vescovo mwa5aGiovanni Paolo Dolfin che ne diede il titolo del mwa5eSantissimo Redentore. Titolazione rara, se non unica nella mwa5iDiocesi di Bergamo, territorio all'epoca sotto la dominazione veneziana 1428-1797. Proprio a Venezia, circa due secoli prima, era stata costruita alla Giudecca una chiesa dedicata al Santissimo Redentore, commissionata all'architetto mwa5qAndrea Palladio in segno di ringraziamento della mwa5ucittà lagunare per la fine di una delle pestilenze più terribili della sua storia, che causò la morte di circa mwa5y50 000 persone, nel periodo compreso tra il 1575 e il 1577. La festa del Santissimo Redentore si celebra ancora a Venezia la terza domenica di luglio di ogni anno, per ricordare la fine dell'epidemia di peste. Nella notte tra il sabato e la domenica sono spettacolari i fuochi d'artificio sul bacino di San Marco. Anche a Seriate la festa del Redentore era solitamente celebratala terza domenica di luglio: nel 1989 venne fissata dal parroco don Ferdinando Cortinovis all'ultima domenica di settembre, all'inizio dell'Anno Pastorale. Il nuovo edificio religioso sostituiva le precedenti chiese parrocchiali intitolate a San Grisogono sulla sponda destra del mwa5gfiume Serio, in prossimità dell'omonima via e a mwa5ksan Cristoforo, sulla sponda sinistra. La mwa5ochiesa parrocchiale, situata sulla sponda sinistra del fiume, fu edificata secondo l'orientamento tradizionale per le chiese cristiane, con l'mwa5sabside a est e la facciata rivolta a ovest.
A seguito di interventi vari, nel mwa501816 (anno in cui venne realizzato il tronco di strada denominato via Dante) si ridussero le dimensioni del sagrato e si formò quella che ancora i Seriatesi chiamano “la stretta della chiesa”. La facciata, realizzata su progetto dell'architetto mwa54Giuseppe Berlendis, datata mwa581832, è in stile classicheggiante; ai piedi del sagrato due vasche in pietra sostituirono la fontana pubblica progettata dall'architetto mwa6aSimone Elia nel mwa6e1805 e restarono in funzione sino agli anni sessanta del secolo scorso.
Internamente la chiesa presenta un impianto a mwa6ccroce greca con mwa6gpresbiterio sopraelevato di alcuni gradini e cinque altari, dedicati a sant'Antonio, mwa6ksan Giuseppe, ai santi martiri mwa6oCanzio, Canziano e Canzianilla, alla mwa6sMadonna Immacolata, alla mwa6wMadonna del Rosario. Sono presenti richiami alla dedicazione: al centro dell'altare maggiore è posizionata una statua in marmo bianco, di dimensioni contenute raffigurante il Santissimo Redentore.
Al centro del presbiterio si erge il solenne altare maggiore, opera dell'architetto bergamasco mwa64Giacomo Quarenghi, nella cantoria di sinistra trova posto l'antico organo mwa68Serassi; il mwa7acoro ligneo è dotato di 23 stalli. In centro all'abside il Crocefisso con Santi di mwa7eGian Paolo Cavagna, mwa7ipala proveniente dalla soppressa chiesa di Santa Lucia in mwa7mBergamo Nel 1779 il pittore veneto Francesco Cappella affresca il soffitto della chiesa; nel 1898 Giovanni Cavalleri detto il Rana ne ridipinge le decorazioni deteriorate: sul quadrato centrale la cupola ospita, rappresentato in posizione d'onore, il Redentore. Nel 1986 Claudio Nani realizza gli sbalzi in rame del portone principale, sulla struttura lignea originale del secolo XVIII: in una delle formelle centrali è rappresentato nel momento della Resurrezione. In centro alla facciata l'iscrizione latina "SANCTISSIMO REDEMPTORI DICATUM"
L'opera più antica conservata nella chiesa parrocchiale è un olio su tela datato 1575-1576 di mwa7u“Giovan Battista Moroni, Albino 1521/22-1579/80”:
mwa7sCrocifisso con i santi Grisogono, Francesco, Cristoforo e uns anto martire. Al centro il Crocifisso, intorno i quattro Santi: san Cristoforo, il gigante che traghettò Gesù bambino oltre il fiume; san Francesco con un ruvido saio e le stigmate; un martire non identificato; san Grisogono, cui era intitolata la chiesa dove si trovava la tela, sino alla soppressione per la costruzione della nuova parrocchiale dedicata al Santissimo Redentore.
Dopo il restauro del 2021, nell’ambito del Progetto di Fondazione Credito Bergamasco, la tela del pittore albinese è stata collocata nella Cappella della Passione e dell’Addolorata.
Sopra la parete di ingresso, un'opportuna illuminazione valorizza la tela, di importanti dimensioni (265 × 160mwa74 cm), e bene evidenzia la potenza ritrattistica dei volti e la presenza del paesaggio, elementi caratteristici della produzione sacra dell’artista bergamasco.
Attiguo alla chiesa è l'oratorio del Sacro Cuore, progettato dall'ingegnere mwa8qLuigi Angelini nel mwa8u1923 e riportato al primitivo splendore con i restauri del mwa8y2000.
Santuario della Madonna del Buon Consiglio
L'edificio sorge in una posizione che corrispondeva all'angolo nord-ovest del sagrato/cimitero dell'antica chiesa parrocchiale di mwa8kSan Grisogono, di cui sono riconoscibili alcune strutture murarie in un edificio ad uso abitativo ad est del mwa8oSantuario.
Nato come mwa8woratorio inizialmente dedicato a san mwa80Giovanni Battista, nel mwa841794 fu dedicato alla mwa88Madre del Buon Consiglio, come recita la lapide posta sulla facciata.; era costituito dalla sola chiesa e dalla sacrestia e aveva accesso dalla via Chiesa Vecchia. La casa del cappellano verrà realizzata soltanto a metà dell'mwa9aOttocento, così come il viale alberato davanti alla chiesa che ne permetteva l'accesso dalla Regia Strada Postale.
Nel mwa9isantuario avveniva la benedizione delle foglie di gelso, rito legato al culto della Madre del Buon Consiglio; l'edificio è conosciuto dai seriatesi anche come “la Madonnina” e “Chiesina dei Morti”, denominazione motivata quest'ultima sia dalla presenza di un ossario sotterraneo, sia dal fatto che era stata edificata per la Confraternita della Buona Morte (o Disciplini Neri).
Si presenta con un piccolo porticato tripartito che si affaccia sullo spazio verde delimitato da un doppio filare di tigli (fino al mwa9y1940 c'era un unico filare di platani); l'interno è a navata unica, in fondo alla quale due nicchie simmetriche ospitano le statue lignee di mwa9cSan Rocco e di mwa9gSant'Antonio Abate. Il piccolo presbiterio è separato dalla navata da un gradino e da un'arcata con un cartiglio che reca la scritta della dedicazione. Sopra l'altare una tela raffigurante il miracolo dell'apparizione della Madonna del Buon Consiglio è opera di mwa9kVincenzo Orelli, datata mwa9o1799.
La festa della mwa98Madre del Buon Consiglio ricorre il mwa-a26 aprile e viene tuttora festeggiata solennemente.
Chiesa di San Giuseppe
La chiesa dedicata a mwa-mSan Giuseppe Lavoratore, consacrata l'8 ottobre mwa-q1967, fortemente voluta dall'allora parroco monsignor mwa-uGuglielmo Carozzi, si trova nella zona sud-est della città e dà il nome ad una delle cinque zone pastorali in cui è suddivisa la parrocchia.
Realizzata su progetto dell'ingegner Mazzoleni, si presenta come una capiente e funzionale costruzione moderna, in mattoni rossi e nervature in cemento armato.
L'interno, a navata unica, ospita nell'abside la tela “Resurrezione” del palazzolese Italo Ghilardi e, lungo le pareti, la “Via Vitae” di mwa-kAngelo Celsi, generosamente donata alla chiesa dalla Fondazione Credito Bergamasco di mwa-sBergamo. L'appuntamento annuale più atteso e aggregante della zona è quello della festa di San Giuseppe, che si celebra dalla fine di maggio all'inizio di giugno.
Chiesa della Visitazione di Santa Maria Elisabetta a Comonte
Di origine quattrocentesca (nasce dal testamento redatto nel mwa-41467 da Gelmino Rivola) la chiesa dedicata alla Visitazione di Santa Maria Elisabetta, fu dotata di una canonica dove risiedeva un sacerdote che aveva l'incarico di celebrare la messa “e gli altri offici divini e avesse cura delle anime”.
Sorta sulla sommità della collina di Comonte, la chiesa ha mantenuto nel corso degli anni la struttura originaria, con interno a navata unica, decorata ad affresco.
Sono presenti quadri della Natività, dell'Addolorata e della Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, pala che dà il nome alla chiesa.
Sul lato sinistro, guardando l'altare maggiore, si trova l'affresco della Deposizione, attribuito alla scuola di mwa-mGian Paolo Cavagna: l'opera è nascosta da un velo, come quello che copre la statua di mwa-qSanta Eurosia, martire spagnola invocata a protezione delle tempeste, della siccità e dei danni all'agricoltura; lo svelamento avviene in occasione della festa di Comonte, la seconda domenica di Pasqua.
Chiesa della Sacra Famiglia a Comonte
Verso la metà del XVIII secolo la famiglia Tassis edifica un Oratorio all'interno della propria villa, con un accesso anche dall'esterno.
La piccola cappella viene modificata e ampliata varie volte nel corso degli anni e arricchita del piccolo ma elegante campanile con cinque campane.
Nel mwa-o1950 le spoglie dell'allora Beata mwa-sPaola Elisabetta Cerioli sono collocate all'interno della chiesa. Gli ultimi lavori di ampliamento e adeguamento risalgono al mwa-w1992, sotto la guida dell'architetto Giorgio Della Chiesa, in vista della canonizzazione della Cerioli. L'urna in cristallo con il corpo della Santa è collocata sull'altare settecentesco del primitivo Oratorio della famiglia Tassis.
Chiesa di Sant'Alessandro Martire a Paderno
La chiesa di mwbaeSant'Alessandro ha origini antichissime ed è già citata in un documento del 1223 come “eccl.a de Paterno”.cite-ref-25[25] È conosciuta anche come “Chiesina dei morti di Paderno”, con riferimento alla sepoltura dei morti della peste del mwbay1630 in questa località: alcune tracce di “danze macabre” ne ricordano all'esterno, il ruolo cimiteriale.
La facciata barocca, orientata a nord, è caratterizzata da un portico a cinque arcate, con due finestre laterali; all'estrema sinistra, una terza finestra si apre sulla Cappella dei Defunti, cui si accede dall'interno della chiesa. L'interno è a navata unica, con abbozzo di transetto, dove si trovano due altari laterali, uno dedicato a Cristo Crocefisso e l'altro a mwbakMaria Immacolata, con una statua della Madonna di scuola fantoniana, solennemente portata in processione la seconda domenica di maggio, durante la festa di Paderno.
Al centro dell'abside è collocata la pala sei/settecentesca dedicata all'apparizione di mwbasSant'Alessandro, che dà il nome alla chiesa.
Nel settembre mwba02015 è stato celebrato il trecentesimo anno di riconsacrazione di questo piccolo gioiello religioso.
Chiesa di San Giovanni XXIII a Paderno
La chiesa, inaugurata nel mwbc82004 unitamente al Centro Pastorale che porta lo stesso nome, si trova a pochi metri dall'antica chiesa di Sant'Alessandro.
Alla base, a destra dell'ingresso, è stata posizionata una pietra presa dalla casa natale di mwbdeSan Giovanni XXIII.
Realizzato su progetto dell'architetto ticinese mwbdmMario Botta, l'edificio è a pianta quadrata, rivestito di pietra rossa di Verona; l'interno si presenta ad unica aula di circa 25 metri di lato; la luce proviene da quattro grandi lucernari che illuminano le pareti rivestite da listoni di legno laminati a foglia oro.
Nella zona absidale spicca la parete scolpita dallo scultore toscano mwbduGiuliano Vangi.
Nel mwbdc2006 la chiesa e il centro pastorale sono stati premiati come migliore struttura moderna religiosa a livello mondiale costruita nel rispetto dell'ambiente naturale circostante (San Diego, California, 2006).
Chiesa della Santa Madre di Dio
Edificata nel mwbdo1966 per volere dell'Associazione delle Missionarie Eucaristiche * su progetto dell'ingegner Luigi Mazzocchi di Bergamo, la cappella è dedicata a Maria Madre della Chiesa. Pur essendo inglobata nel complesso della vecchia sede dell'Associazione, essa ha accesso diretto dalla strada ed è sede della zona pastorale denominata Zona Serena che vi fa riferimento per le celebrazioni liturgiche.
L'interno si caratterizza per la presenza di alcune opere dello scultore mwbdwPiero Brolis: il Tabernacolo, l’Ambone con i quattro evangelisti, il Cristogramma, le inferriate di soggetto evangelico delle quattro ampie finestre, opere tutte in ferro battuto, un Cristo crocifisso in bronzo e l’altorilievo di forma ovale in pietra di Verona, collocato nel presbiterio nel mwbd01969, raffigurante Maria Madre della Chiesa.
Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Padova a Cassinone
La chiesa venne costruita nel mwbea1897 su progetto dell'architetto Antonio Preda e benedetta nel mwbei1904 dall'allora arciprete di Seriate don Cavallari; nel mwbem1907 don Giovanni Ubbiali viene nominato cappellano e giunge alla frazione trovando la chiesa ancora incompleta. Ogni chiesa deve essere consacrata, ma questo è possibile solo quando essa possiede un altare fisso: questa era la condizione che spesso ritardava il rito della consacrazione, proprio come avvenne per la chiesa di Cassinone che fu consacrata con il titolo di Sant'Antonio di Padova nel mwbeq1913 dal vescovo mwbeuGiacomo Maria Radini-Tedeschi, accompagnato dal suo segretario personale don Angelo Roncalli, futuro mwbeypapa Giovanni XXIII.
Il segno di riconoscimento dell'avvenuta consacrazione è costituito dalle crocette in forma greca che vengono affisse sui muri in varie parti della chiesa.
L'11 febbraio mwbek1917, nel pieno della prima guerra mondiale, fu eretta a parrocchia da mons. mwbeoLuigi Maria Marelli, staccandola dalla chiesa arcipresbiterale plebana di Seriate.
Si presenta in forme neogotiche, con facciata monocuspidata, tre navate e tiburio ottagonale sull'incrocio del transetto. Nel mwbew1945-mwbe01946 furono elevati i due altari laterali su disegno dell'ingegner Gian Franco Mazzoleni. L'originale torre campanaria, di gusto medievale, fu progettata nel mwbe81913 dall'ingegner Giuseppe Bigoni.
Chiesa della Molina
Nel mwbfm1753 il “nobil signor Carlo dalla Torre possedendo case dominicali e masserizie nella contrada di Molina, distante per un miglio dalla parrocchiale, composta di cinquanta e più anime chiede alle autorità preposte di poter erigere un Oratorio pubblico per dare a tutti gli abitanti della zona la possibilità di partecipare alle sacre funzioni e portare il Viatico agli infermi.
La Cancelleria Episcopale, nel settembre del mwbfc1754 concede al nobile signore Alessandro dalla Torre la licenza di costruire un Oratorio pubblico con l'obbligo di accesso diretto dalla strada di Molina e altresì “l'obbligo della manutenzione, di fornire i paramenti sacri necessari e gli arredi sacri per la celebrazione della Santa Messa”. La chiesetta, preceduta da un semplice portichetto, è visibile, ma chiusa, all'angolo di via Garibaldi con via Battisti, fino al mwbfk1916 denominata via Molina.
Chiesa di San Grisogono
Questa chiesa è citata in un documento del mwbfw949 e di essa, restano avanzi inglobati in un mucchio di case; sono visibili l'abside con muratura in ciottoli di fiume disposti a lisca di pesce e un frammento di pietra sepolcrale con iscrizione, incluso nella muratura.
Nella visita pastorale del mwbf41575 il reverendo Francesco Porro, delegato di San mwbf8Carlo Borromeo, descrive la chiesa come abbastanza ampia, ma vecchia e disadorna, con tre altari e vicino la canonica e il cimitero. La chiesa fu soppressa verso la fine del mwbgaSettecento e due dei tre altari furono traslati nella mwbgeparrocchiale, allora in costruzione.
Chiesa di San Cristoforo
Di origine incerta, esisteva già nel secolo XV e fu consacrata nel mwbgq1511. Con la costruzione della nuova parrocchiale non fu più utilizzata; questo spazio è occupato da residenze e negozi.
L'unica parte ben riconoscibile della chiesa è la torre campanaria che continuò a funzionare fino al mwbgy1938, anno in cui fu inaugurato il nuovo campanile, su progetto dell'ingegner mwbgcLuigi Angelini.
Chiesa di San Pietro d'Alcantara (o dei Morti delle Ghiaie)
Edificata sulla riva sinistra del fiume mwbheSerio, se ne ha notizia già dal mwbhi1638; funzionava anche da lazzaretto ed era conosciuta come “Chiesa dei morti impiccati”, da un affresco che si trovava sopra una parete esterna e che rappresentava appunto due impiccati. Nel piccolo cimitero sull'altro lato della strada venivano sepolti anche i morti giustiziati a mwbhmBergamo.
Il cimitero delle Ghiaie era stato soppresso fin dal mwbhu1855, ma la chiesetta e il piccolo campanile erano rimasti, fino a quando una straordinaria piena del mwbhySerio, nel mwbhc1899 travolse tutto; si salvò soltanto la piccola croce in ferro della cupola, che fu sistemata sulla tomba del conte mwbhgGiulio Tasca ed è visibile nel cimitero.
Chiesa della Madonna della Neve e chiesa della Ca' Alta
I conti Giuseppe e Alberto Zanchi nel mwbhs1744 chiesero e ottennero l'erezione di un Oratorio in località Crocette (zona di Comonte) e successivamente di un altro nella loro abitazione rurale denominata Ca' Alta, lungo la via Levata.
Il primo oratorio, intitolato alla mwbh0Madonna della Neve, era architettonicamente strutturato come una piccola cappella addossata ad un'abitazione, con un ampio porticato sovrastante la strada. Negli mwbh4anni trenta del secolo scorso, per permettere un più agevole passaggio alle prime macchine agricole, venne sacrificato il porticato, più tardi fu sconsacrata, adibita a deposito agricolo e infine abbattuta.
Il secondo oratorio esiste tuttora, inglobato nel grande complesso agricolo denominato Ca' Alta, con accesso diretto dalla via Levata.
I conti Zanchi assegnarono in perpetuo all'oratorio il reddito di un appezzamento di terreno di 10 pertiche attiguo alla casa. Le mwbievisite pastorali del mwbii1748 e del mwbim1749 da parte delle autorità religiose, testimoniano che nell'ancona era rappresentata l'Annunciazione di Maria Vergine, a cui è dedicata la chiesetta, poi chiusa.
Il campanile
Fino al mwbiy1938 la chiesa parrocchiale di Seriate, dedicata al mwbicSantissimo Redentore non aveva campanile; in sua vece veniva utilizzata la torre campanaria dell'antica e ormai soppressa Chiesa di San Cristoforo, ubicata in piazza Bolognini.
Il lavoro di studio iniziale del progetto, come relaziona lo stesso progettista ing. mwbikLuigi Angelini ricevette il nulla-osta nell'aprile del mwbio1937; i lavori furono affidati al capomastro Pietro Brozzoni di mwbiwCosta Serina, unanimemente considerato come il costruttore più competente in tutta la provincia in materia di costruzione di campanili. Dall'anno mwbi01885, infatti, fino al mwbi41932 la famiglia di questi costruttori aveva eretto in provincia 23 nuovi campanili e ne aveva alzati e restaurati 19.
Nel maggio mwbja1937 si iniziarono gli scavi e un mese dopo, alla presenza del vescovo di Bergamo mwbjeAdriano Bernareggi, fu posta e benedetta la prima pietra.
Animatore costante e appassionato, l'arciprete mons. mwbjmGuglielmo Carozzi seguì i lavori in tutte le sue fasi, fino all'inaugurazione il 16 ottobre mwbjq1938, anno scolpito sopra la porta d'accesso, affacciata su via Dante.
L'altezza totale del campanile, il più snello della Bergamasca, è di m. 68,20 compresi la cella campanaria, il loggiato a colonne, il cupolino terminale e la croce. Sopra l’entrata vi è l’altorilievo in marmo raffigurante mwbjyCristo Re, opera coeva di mwbjcGianni Remuzzicite-ref-26[26].
Le Santelle
Numerose sono le Santelle, nicchie od edicole presenti sul territorio di Seriate.
Alcune visibili altre rimaste solo nei ricordi.
Di seguito l'elenco e le vie dove è possibile ammirarle.
1. Ricordo ai Defunti della peste. Santella in via Italia, angolo via Locatelli Autore ignoto.
2. Madonna del Buon Consiglio. Santella in via Italia . Autore ignoto.
3. Edicola SS. Jesus. Santella in via Chiesa Vecchia, angolo via Cerioli. Autore ignoto.
4. SS. Redentore. Nicchia in via C. Battisti. Autore Virgilio Carbonari (1989).
Unica Santella che raffigura il Santo Patrono di Seriate.
5. Ignoto. Nicchia in via Nazionale.. Autore ignoto. L'opera non è al momento visibile.
6. Madonna con Bambino. Santella in via C. Battisti. Autore Luigi Facoetti.
7. Madonna della Gamba. Nicchia in via C. Battisti. Autore Virgilio Carbonari.
8. Madonna con Bambino. Nicchia in via Venezian. Autore Virgilio Carbonari.
9. Nostra Signora di Loreto. Nicchia in via Venezian. Autore F. Battaglia.
10. Madonna con Bambino. Nicchia in via Venezian. Autore Ignoto.
11. Madonna Regina delle Vittorie. Santella in via Decò e Canetta .Autore Ignoto.
12. Madonna delle Grazie.. Nicchia in via C. Colombo .Autore Ignoto.
13. Apparizione della Vergine Maria. Nicchia in via C. Colombo, angolo via Mulino Vecchio. Autore Ignoto.
14. Immacolata Concezione. Nicchia in via Mulino Vecchio. Autore Ignoto.
15. Madonna Addolorata. Santella in via Comonte, angolo via Crocette. Autore Grassi Emilio..
16. Mater Amabilis. Santella in via Salita al monte. Autore Rota Roan Angelo.
17. San Giuseppe. Santella in via Corti (laterale). Autore Sibella Antonio.
18. Fuga in Egitto. Santella in via Corti. Autore Sibella Antonio..
19. San Rocco.. Santella in via Corti . Autore Ignoto.
20. Madonna Addolorata. Santella in via Brusaporto. Autore Ignoto.
21. Beata Vergine del Miracolo. Santella in via Brusaporto. Autore Ignoto.
22. Madonna Addolorata. Santella in via Levata. Autore Ignoto.
23. Madonna della Cornabusa. Santella in via Levata. Autore Ignoto..
24. Apparizione della Vergine Maria. Nicchia in via C. Battisti, angolo via Garibaldi. Autore Ignoto.
25. Mater Dolorosa e Santi. Nicchia in via Paderno, angolo via Donizetti. Autore Ignoto.
26. Madonna della Pace. Santella in via Corti. Autore Ignoto..
27. Apparizione della Vergine Maria. Nicchia in via Brusaporto. Autore Ignoto. L'opera risulta perduta.
Itinerari naturalistici e culturali
Itinerari naturalistici
Due sono i parchi che si dipartono da Seriate lungo il fiume mwbpiSerio: a nord il mwbpmPLIS Serio-Nord fino a mwbpqVilla di Serio; a sud il parco regionale del Seriocite-ref-27[27], fino alla confluenza con l’mwbpkAdda.
Il parco locale di interesse sovracomunale del Serio Nord è stato riconosciuto nel 2006 e la sua superficie è di circa 157,55 ettari. Comprende non solo una parte della città di Seriate, ma anche delle zone dei comuni di Gorle, Pedrengo, Scanzorosciate e Villa di Serio. Tra gli obbiettivi principali della creazione del Parco vi sono la valorizzazione e la salvaguardia dell'ambiente fluviale ed agrario e la creazione di spazi di fruizione eco-compatibili.cite-ref-1-9-1[9]
Il Parco Regionale del Serio occupa una superficie di 7.750 ettari, è stato creato nel 1985 e la sua gestione è affidata ad un consorzio.cite-ref-1-9-2[9] Il mwbqqParco regionale del Serio si estende sia sulla sponda destra che su quella sinistra del fiume dando origine all’Oasi verde 1 e all'Oasi verde 2: entrambe attraversate da piste ciclabili e da percorsi pedonali, dal mwbqu2012 sono collegate da un ponte a strallo che attraversa il fiume.
mwbqcSponda destra
Dal ponte di Corso Roma si piega a sud in via Nullo, si prosegue fino al canile municipale (parcheggio), si scavalca lo scolmatore delle acque di piena del mwbqkMorla e si prosegue parallelamente al fiume sino a mwbqoGrassobbio.
mwbqwSponda sinistra
L'accesso è da via Lazzaretto (parcheggio) dove, tra vegetazione spontanea e piantumata, percorso salute e area giochi, si sottopassa la circonvallazione Padania. Da qui si dipartono due percorsi ciclo-pedonali: quello di sinistra prosegue fino a mwbq4Malpaga e quello di destra, dopo aver superato la zona sportiva di tiro al piattello, continua lambendo il fiume e il sentiero luminoso dell’aeroporto.
Itinerari a Contenuto Storico
mwbruOrigini
Giungendo dalla via Lunga (Zona Fiera di mwbrcBergamo), si giunge ad un rondò con fontana; si gira a sinistra e dove c'è un parcheggio, poco prima del sottopasso stradale, si possono osservare i resti di una mwbrgcisterna romana databile mwbrkIV-mwbroV secolo d.C. Si ritorna alla rotonda e si prende la direzione sud via Paderno; dopo il semaforo, a destra, c’è un prato sotto cui sono stati trovati i resti del cimitero romano (nove tombe). Il nucleo di abitazioni appena oltrepassato testimonia il successivo insediamento, cioè il nucleo più antico di Seriate. Si torna al semaforo e si percorre via Garibaldi, sino ad arrivare, prima della curva, alla cascina Molina, struttura medioevale della nobile famiglia Della Torre.
mwbrwLuoghi Garibaldini
Venendo da mwbr4Bergamo, oltrepassato il ponte sul fiume mwbr8Serio, si giunge in piazza mwbsaSan Giovanni XXIII, antistante la chiesa parrocchiale. A sinistra si erge l'enorme caseggiato di proprietà Piccinelli, dove abitava Ercole, sindaco di Seriate, preso in ostaggio dagli mwbseAustriaci l’8 giugno mwbsi1859. Al semaforo si svolta a destra e si percorre via Decò e Canetta, fino al cavalcavia della stazione ferroviaria sulla linea Bergamo-Brescia. Al centro di un ampio slargo che offre un piacevole affaccio sul fiume, sorge il monumento in ricordo dei mwbsmGaribaldini che qui combatterono. Ritornando verso la chiesa, al semaforo si svolta a destra. Oltrepassata la strettoia della chiesa, a sinistra c'è l'ampio parco antistante la scuola elementare “Battisti”, a destra il parco e la villa Ambiveri. Poco più avanti, sul lato sinistro del rondò, inizia il Viale delle Rimembranze che porta al mwbsyCimitero. Entrando dal cancello principale, a destra si giunge al monumento funebre, di colore bianco e azzurro, dedicato a Francesco Decò e Torquato Canetta, i due giovani eroi morti nello scontro del giugno mwbsk1859, che vide gli mwbsoAustriaci in fuga.
Poco più avanti, a sinistra, in un appezzamento recintato, in perpetuo riservato alla nobile famiglia Tasca, è sepolto mwbswOttavio Tasca, patriota risorgimentale che con i suoi versi si meritò il titolo di "poeta nazionale” e venne anche esiliato in mwbs0Francia. Nella tomba della famiglia Tasca è sepolto anche mwbs4Vittore, fervente patriota garibaldino che seguì l'mwbs8eroe dei due mondi nella mwbtaspedizione dei Mille. Morì a Seriate nel mwbte1891. Riposa accanto al fratello Ottavio e a suo nipote mwbtiGiulio Tasca che, ereditò dal padre Ottavio il forte senso di solidarietà sociale continuando le opere di soccorso ai più bisognosi. Sul suo cippo funerario è issata la croce di ferro che si trovava sul campanile della chiesa di San Pietro d’Alcantara, travolta nel mwbtm1889 da una piena del mwbtqSerio. Anche Bice Tasca, sorella di Giulio, affianca le opere munifiche del fratello e come lui lascia in eredità i suoi beni al Luogo Pio Bolognini.
mwbtcComonte
La collina di Comonte è raggiungibile in auto da via Comonte e a piedi da via L. Corti, percorrendo una scaletta tra il verde del pendio. Nel piazzale antistante la chiesa della Visitazione di Santa Maria Elisabetta si può parcheggiare e, attraverso un sentiero a sinistra, si costeggia il lato nord del castello Rivola sino a giungere ad un ampio parcheggio. Si scende a destra verso villa Tassis, proprietà e sede dell'Istituto della Sacra Famiglia, fondato da mwbtsSanta Paola Elisabetta Cerioli, ultima proprietaria del palazzo e di buona parte della collina e della piana sottostante. È un percorso di particolare rilevanza naturalistica e ambientale (sono presenti 27 specie autoctone), ma anche storico, artistico e spirituale. Lungo la discesa si trova una delle tre edicole dislocate sulla collina, quella del trapasso di mwbtwSan Giuseppe.
mwbt4Museo cittadino "Mons. Guglielmo Carozzi"
Il museo cittadino è intitolato alla figura di Mons. mwbuqGuglielmo Carozzi ed è allestito in un'ala della villa Piccinelli.
Il museo
«raccoglie e custodisce cimeli e ricordi del Risorgimento, dolorose testimonianze delle tragedie recenti che ancora grondano di lacrime, ritratti di seriatesi degni di gratitudine. Si deve alla generosità di una discendente Piccinelli di Seriate e ad alcuni familiari dei caduti e dei dispersi in guerra, cui è affidata la conservazione. Essi lo dedicano alla memoria di mons. Guglielmo Carozzi, protonotario apostolico che per oltre mezzo secolo fu per tutti cuor paterno sotto rudi maniere, e lo aprono alla cittadinanza perché ognuno ricordi sempre quanto è costato il diritto di essere uomini liberi.»
(Scritta, datata 28 settembre 1975, sul portone d’ingresso del museo)
Costituito agli inizi degli mwbuganni Trenta del secolo scorso come raccolta di reperti e documenti riguardanti il territorio di Seriate e i suoi abitanti, per iniziativa del conte Piccinelli e del dottor Guido Pelliccioli, ha assunto poi forma di museo permanente, grazie alla passione e alla cura dell'allora presidente cav. Dino Capelli.
Il percorso museale si suddivide in sette sale.
mwbusSeriate sui passi della libertà e della democrazia.
Percorso sulle tracce di storia dal Risorgimento alla Liberazione. A cura della Sezione ANPI "F. Fasana" di Seriate
Il percorso parte dalla Stazione ferroviaria e dall'obelisco che ricorda il "fatto d'arme" del 1859; raggiunge la Villa Ambiveri (la cui storia rivela alcuni importanti aspetti della storia economico-sociale della Città; la Villa, inoltre è stata abitazione di Betty Ambiveri, nota antifascista organizzatrice di una delle più importanti formazioni partigiane); si raggiunge poi il parco antistante la Villa con la lapide dedicata al contributo dei Seriatesi alla guerra di Liberazione e ai morti delle giornate 27-28 aprile 1945; davanti al Cimitero è il monumento voluto dall'ANPI Seriate per ricordare coloro che hanno dato la vita per la fine del fascismo e la nascita della democrazia. Fuori dal Cimitero sono due lapidi interessanti: l'una dedicata ai morti della prima guerra mondiale e l'altra ai morti delle foibe. All'interno del Cimitero si visita: il monumento ai due giovani garibaldini morti nello scontro di Seriate Francesco Decò e Torquato Canetta, il cippo che ricorda la presenza degli sfollati veneti della prima guerra mondiale e la cappella dedicata ai morti della Resistenza e della Liberazione.
Scuole
Scuola dell’Infanzia Bolognini Carozzi
Scuola dell’Infanzia Don Ubbiali-Cassinone
Scuola dell’Infanzia Lorenzini- Istituto Comprensivo Cesare Battisti
Scuola dell’Infanzia Primavera- Istituto Comprensivo Aldo Moro
Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia- Istituto Scolastico Paritario Sacra Famiglia
Scuola dell’Infanzia Santa Cerioli- Istituto Scolastico Paritario Sacra Famiglia
Scuola Primaria Cesare Battisti- Istituto Comprensivo Cesare Battisti
Scuola Primaria Costanza Cerioli- Istituto Comprensivo Aldo Moro
Scuola Primaria Gaetano Donizetti- Istituto Comprensivo Cesare Battisti
Scuola Primaria Gianni Rodari- Istituto Comprensivo Cesare Battisti
Scuola Primaria- Istituto Scolastico Paritario Sara Famiglia
Scuola Secondaria di primo grado Mons. Guglielmo Carozzi- Istituto Comprensivo Cesare Battisti
Scuola Secondaria di primo grado Aldo Moro- Istituto Comprensivo Aldo Moro
Scuola Secondaria di primo grado - Istituto Scolastico Paritario Sara Famiglia
Scuola Secondaria di secondo grado-IISS Superiore Ettore Majorana- sede centrale
Scuola Secondaria di secondo grado-IISS Superiore Ettore Majorana. sede succursale
Scuola Secondaria di secondo grado-Ente di Formazione Sacra Famiglia
Scuola Secondaria di secondo grado-Scuola Edile di Bergamo
Geografia fisica
Geologia
Il territorio di Seriate, prevalentemente pianeggiante ad esclusione della collina di Comonte, è stato fortemente segnato dall'azione del fiume a partire dalle glaciazioni quaternarie con una successione di fasi di deposizione e di erosione.
I materiali trasportati e depositati dal mwbwcSerio, che proprio a Seriate passa dal corso pedemontano a quello tipicamente planiziale, si sono sedimentati in strati di ghiaie sabbiose e argillose profondi 10 metri.
La collina di Comonte, ascrivibile a quella formazione geologica denominata “Arenaria di Sarnico”, emerse per sollevamento tettonico nell'era mwbwkMesozoica – cretaceo superiore. Lo scioglimento dei ghiacciai dell'era mwbwoQuaternaria, l'azione disgregatrice delle radici delle piante, le reazioni chimiche e, non ultime quelle dell'uomo, hanno eroso e modellato il rilievo, che ora mostra un andamento planimetrico allungato e un profilo altimetrico regolare di 267 metri s.l.m.
Idrografia
Seriate è sorta in una posizione geografica strategica, in quanto si trova nei pressi di un fiume. Il Serio ha avuto sempre un ruolo così importante nella storia urbanistica di Seriate, tanto che da esso sono stati creati numerosi corsi d'acqua artificiali. Almeno fino dal Medioevo il fiume Serio è legato alla vita e all'economia non solo di Seriate ma anche del suo capoluogo Bergamo.cite-ref-1-9-3[9]
mwbxiLe Rogge
Il fiume mwbxqSerio sembra avere un andamento torrentizio soprattutto nella stagione calda, ma ciò deriva da due fattori importanti: la permeabilità del letto, in particolare nella parte planiziale e il prelievo forzato nelle rogge, gestito dal Consorzio di Bonifica.
Il territorio di Seriate è percorso dalle seguenti rogge:
• Riva sinistra:
1. mwbxoRoggia Comunale: il punto di captazione è poco a monte del ponte della ferrovia, prosegue sul lato destra della via Decò e Canetta e successivamente si divide in due rami all'incirca all'altezza della piattaforma ecologica: il ramo Roggia Comunale prosegue in direzione sud e si divide in ulteriori tre rami, di cui due vanno verso mwbxsCalcinate e mwbxwCavernago e il terzo si esaurisce nei campi; l'altro ramo, denominato mwbx0Roggia Bagnatica-Cattanea, transita per la Ca’ Altina e si dirige verso mwbx4Bagnatica.
2. mwbyaRoggia Brusaporto: ha origine in comune di mwbyeGorle, poco a valle del ponte; a Seriate, presso la località Casa delle Lucche, si divide in due rami, che per un tratto corrono paralleli: il ramo Roggia Brusaporto sfiora la Ca' Altina e si dirige verso mwbyiBrusaporto; l'altro ramo, denominato mwbymRoggia Patera, prosegue verso mwbyqCalcinate.
3. mwbyyRoggia Martinenga-Borgogna: nella località Corna dei Dragoni di mwbycVilla di Serio si trova la struttura per la captazione dell’acqua, che transita ad est del nucleo di Seriate per poi proseguire fino a mwbygMartinengo.
• Riva destra:
1. mwby0Roggia del Ponte Perduto: deriva le proprie acque dal mwby4Serio immediatamente a valle del ponte di mwby8Gorle, giunge a Seriate e in località Mortini si divide in tre rami: la mwbzaRoggia della Compagnia di Boccaleone verso ovest, la mwbzeRoggia della Compagnia di Urgnano verso sud- ovest e la Roggia del Ponte Perduto verso sud-est.
2. mwbzmRoggia Nesa-Vescovada: è la sola roggia in territorio di Seriate che non sia derivata dal mwbzqSerio: le sue acque infatti provengono dal torrente Nesa in comune di mwbzuRanica. Giunta a Seriate scavalca nei pressi della località Mortini la roggia Ponte Perduto e prosegue fino a lambire i muri della chiesa di Sant'Alessandro martire a Paderno, proseguendo poi verso mwbzyOrio al Serio.
3. mwbzgRoggia Morlino di Grassobbio: le sue acque derivano in località Daste dalla roggia Morlana, irrigano una piccola parte del territorio seriatese, ad ovest, proseguendo poi per mwbzkBoccaleone e successivamente per mwbzoGrassobbio.
4. mwbzwRoggia Vecchia: deriva dal mwbz0Serio, di fronte alla derivazione della Roggia Comunale, poco a monte della ferrovia; si divide in due rami, diretti rispettivamente ad mwbz4Azzano San Paolo e mwbz8Zanica.
In alcuni tratti queste rogge e le loro diramazioni sono interrate: le loro acque scorrono sotto le strade di Seriate.
Geografia politica
La città di Seriate si trova alla fine della via Borgo Palazzo di Bergamo, nella direzione che conduce al fiume Serio. Seriate occupa una superficie di mwbba12,41 km², in gran parte posta lungo le rive del fiume Serio. Il Serio ha contribuito sia ad unire sia a separare le due sponde, infatti mentre talvolta si presenta come elemento di mediazione, altre volte si presenta come ostacolo. Il fiume condiziona varie funzioni dello spazio urbano, come per esempio la viabilità, le sedi dell'abitare e i luoghi di lavoro.cite-ref-1-9-4[9]
Paderno
Il territorio di Paderno si trova nella parte occidentale del comune di Seriate. L'origine del termine “Paderno” potrebbe essere l'aggettivo latino “paternus”, che indica un fondo ereditato dal padre. Il primo testo che menziona quest'area è un documento del 979. È possibile che i primi insediamenti di Seriate sorgessero nella zona di Paderno. Infatti la via Paderno si trova nei pressi del fiume Serio, ma tuttavia sicura rispetto ad eventuali inondazioni. Questa ipotesi potrebbe essere confermata dai resti di necropoli e cisterne idriche risalenti al II e al IV secolo. Nel Cinquecento la zona di Paderno è talmente importante che viene menzionata nelle mappe dei cartografi.cite-ref-28[28] Le prime attività commerciali nella zona di Paderno sono iniziate dopo gli anni Cinquanta.cite-ref-0-29-0[29]
Comonte
Cassinone
La frazione di Cassinone è situata a sud del territorio comunale. Cassinone appartiene a tre Comuni: Seriate, Calcinate e Bagnatica. Questa frazione è una località rurale in cui è presente una zona industriale ed artigianale.cite-ref-1-9-6[9]
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1994 | 2004 | Marco Sisana | Lega Nord | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Silvana Santisi Saita | Lega Nord | Sindaco | |
| 2009 | 2013 | Silvana Santisi Saita | Lega Nord - lista civica Silvana Saita Sindaco- Popolo della Libertà | Sindaco | Decaduta dalla carica di Sindaco in quanto eletta nel Consiglio Regionale della Lombardia (aprile 2013) |
| 2013 | 2014 | Nerina Marcetta | Lega Nord - lista civica Silvana Saita Sindaco- Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Cristian Vezzoli | Lega Nord - Progetto Seriate - Forza Italia | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Cristian Vezzoli | Lega Nord - Progetto Seriate - Centro Destra per Seriate | Sindaco | |
| 2024 | In Carica | Gabriele Cortesi | Lega Seriate Lega Nord - Fratelli D'Italia- Giorgia Meloni -Lista Civica Cortesi Sindaco Seriate al centro - Cortesi Sindaco | Sindaco | |
Società
Osservando i dati comunali, è possibile notare che il 60% della popolazione di Seriate proviene dall'esterno del comune di Seriate. La maggior parte di questo 60% è costituita da cittadini originari di zone montane della provincia di Bergamo e dal capoluogo dell'omonima provincia.cite-ref-1-9-7[9]
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera residente era di mwbd83 478 persone, dalle quali, di fatto, il centro abitato ne è largamente gremito.cite-ref-31[31] Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:cite-ref-32[32]
• Romania 538
• Pakistan 309
• Albania 248
• Marocco 292
• Ucraina 288
• Bolivia 185
• Senegal 179
• India 140
• Bangladesh 131
• Filippine 131
• Cina 116
Infrastrutture e trasporti
Nel mwbes1919 a Seriate fu inaugurato un capolinea della mwbewrete tranviaria di Bergamo, che rimase attivo fino al mwbe01953; tale linea, previa elettrificazione, ricalcava il percorso della preesistente mwbe4tranvia a vapore Bergamo-Soncino, a sua volta attiva fra il mwbe81884 e il mwbfa1931.
Le infrastrutture più rilevanti sono l'mwbfiautostrada A4, che ha migliorato l'accessibilità di Seriate e il suo collegamento a Bergamo, la linea ferroviaria Milano-Brescia, che connette la città di Seriate con le altre realtà della regione Lombardia, e l'asse interurbano, che ha permesso ulteriori connessioni tra Seriate e la provincia di Bergamo.cite-ref-1-9-8[9]
Nel territorio comunale è presente una mwbfgstazione ferroviaria, che verrà però soppressa al posto di un'altra (che sorgerà tra la fiera di Bergamo e l’ospedale comunale).
Note
cite-note-risultati-amministrativi-11. mwbgemwbgimwbgmRisultati amministrativi, su mwbgqelezionistorico.interno.gov.it.
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• Luca Brignoli, mwb1gLa collezione di Antonio Piccinelli (1816-1891), Bergamo, Lubrina Bramani Editore, 2021.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.seriate.bg.it.
• citereflombardiabeniculturaliSeriate, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwb2uDal sito di Mario Botta: Foto e dati della chiesa di Seriate, su botta.ch.